Prk con laser ad eccimeri2019-01-11T19:47:02+02:00

Prk con laser ad eccimeri

Tecnica PRK transepiteliale

È la tecnica “storica” nell’ambito della correzione dei difetti refrattivi ed è utilizzata da oltre vent’anni. Oggi trova impiego nella correzione delle miopie elevate in quanto consente il massimo risparmio di tessuto corneale, ed in altri casi particolari: pazienti agitati, cornee sottili, bulbi oculari infossati (vedi per chi è indicato questo intervento).

L’intervento
La PRK viene eseguita anestetizzando la cornea con poche gocce di collirio. La tecnica prevede la rimozione dell’epitelio corneale (il sottilissimo strato di tessuto che riveste la cornea) ed il successivo trattamento con laser ad eccimeri. A fine intervento viene applicata una lente a contatto terapeutica che protegge la cornea e che viene asportata dopo 5 giorni, per dare modo all’epitelio di riformarsi.

Il decorso post operatorio
Questo tipo di intervento implica un senso di bruciore o di corpo estraneo durante le prime 48-72 ore. A 10 giorni dal trattamento di PRK il recupero visivo è sufficiente per riprendere le normali attività lavorative ed il visus migliora progressivamente per risultare ottimale dopo circa un mese.

ATTENZIONE!
La velocità di recupero visivo ed il fastidioso bruciore post-trattamento dipendono da quanto è ampia l’area di disepitelizzazione corneale. Con il laser Amaris 1050RS si utilizza la tecnica transepiteliale, l’area di disepitelizzazione corneale è dunque ridotta al minimo possibile, a differenza di altri laser in commercio, ed il recupero visivo veloce riduce il fastidio post-operatorio.

Chirurgia laser

Solo con il laser Amaris 1050RS, e non con gli altri laser in commercio, è possibile usare la tecnica transepiteliale che garantisce recupero visivo rapido e ridotti disturbi post-operatori.

Intervento PRK

miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia

  • garantisce un ottimo risultato visivo ed è assolutamente sicura.
  • anestesia topica, con poche gocce di collirio.
  • il recupero post trattamento è più lento rispetto alla femtolasik e necessita di circa 10 giorni di convalescenza;
  • nei primi giorni il paziente avverte una sensazione di corpo estraneo e talvolta una certa sintomatologia dolorosa;
  • si preferisce non eseguire l’intervento di PRK nei mesi estivi.

Per chi è indicato questo intervento

La PRK è spesso l’unica tecnica eseguibile in caso di miopia molto elevata (oltre le 9 diottrie), cornee sottili, bulbi infossati, pazienti particolarmente agitati e non collaborativi.

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